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Vineria La Mara Vineria
La Mara
Prenota un tavolo al 353 398 0804
La sala di Vineria La Mara: divani Chesterfield rossi fra le colonne in pietra leccese di Palazzo Andretta, tende blu, palme e quadri di artisti locali illuminati alle pareti

Vineria con cucina · Lecce, centro storico

Il vino, la cucina e una Lecce che non c'è più.

Una sala al piano terra di Palazzo Andretta, col nome di una leccese che tutti conoscevano e quasi nessuno nominava. Si beve, si mangia, si guardano i quadri alle pareti.

  • Tutti i giorni18:00 — 24:00
  • DoveVia degli Ammirati 8, 73100 Lecce
  • Telefono353 398 0804

Un posto dove ci si siede e si resta.

Non è un ristorante e non è solo un bar. È una vineria con cucina: si entra per un bicchiere e si finisce per ordinare un tagliere, si arriva in due e si finisce sul divano in sei. Le poltrone sono vere, i tavoli sono alti e bassi, e sulle pareti c'è sempre la mostra di qualcuno.

Nessuna tessera, nessun ingresso: si entra e basta.

Perché ci chiamiamo così

La Mara è esistita davvero.

Antonio Lanzalonga nasce a Lecce nel 1932 e sceglie per sé il nome La Mara. A vent'anni lascia la città — il Cadore, Roma, poi Genova — e torna dopo la legge Merlin, quando le case chiuse smettono di esistere. Nel centro storico compra gli immobili più malandati, quelli che nessuno voleva, e li affitta a chi una casa non poteva permettersela: migranti, famiglie in dieci dentro un basso, chiunque bussasse.

Per mezzo secolo il suo quartier generale è stata una casetta semi diroccata dietro la chiesa greca, alle Bombarde, e la piazzetta delle Giravolte il suo regno. I leccesi sopra i quarant'anni sanno tutti chi era. È morta nel 2001 lasciando quello che aveva alle monache di clausura, e da allora è finita in un documentario, in una canzone e in decine di racconti da bar — mai in una targa.

Non abbiamo aperto un museo. Abbiamo messo il suo nome sulla porta, la sua Mini Chic nel cortile e qualche fotografia in sala, perché una città che ricorda solo i suoi santi si ricorda a metà.

Un tavolo tondo laccato rosso con candeliere, sedie impagliate e un arazzo dipinto alla parete nella sala di Vineria La Mara
Uno dei tavoli in sala, sotto un'opera esposta nello Spazio La Mara.

«Sono sempre stato attratto dai personaggi di una Lecce ormai scomparsa, persone spesso ai margini ma con una storia particolare, che quasi mai hanno avuto modo di raccontare.»

Alessandro Zizzari, al Quotidiano di Puglia

Cucina

Piatti senza orpelli.

La carta è corta di proposito: poche cose, fatte con quello che il fornitore porta quel giorno. Si ordina anche tardi — la cucina resta accesa fino a mezzanotte.

  • Culacchi

    Il piatto che i clienti nominano per primo quando raccontano la serata. Chiedetelo: cambia con quello che c'è.

  • Bombarde

    L'altro nome di casa, preso in prestito dal quartiere dove La Mara ha passato mezzo secolo.

  • Taglieri di salumi e formaggi

    Il modo più semplice di stare tre ore a tavola. Si compongono per due o per sei, con il pane e quello che ci va sopra.

  • Crostini e tartine

    Da mangiare in piedi al banco o sul divano, mentre si decide se fermarsi a cena.

  • Schiacciate e focacce

    Calde, da dividere. La scelta giusta quando siete arrivati per un bicchiere e sono le dieci passate.

  • Pizze e panini

    Per chi ha fame vera e non ha voglia di fare il giro lungo del menu.

Allergie o intolleranze: ditelo quando ordinate, la cucina è piccola e si adatta.

Da bere

Vini italiani ed esteri, e qualcuno che ve li racconta.

La carta non è ferma sul Salento. Ci sono i vini di qui, perché siamo a Lecce, ma accanto trovate bottiglie del resto d'Italia e di fuori — e una parte di produttori naturali che cambiano spesso. Se non sapete da dove partire, chiedete a Rebecca: è il motivo per cui metà dei clienti torna.

Siamo una delle tappe di Vini Vaganti, la rassegna itinerante leccese in cui i produttori girano i locali e versano di persona: da noi sono passati Enoz dalla Campania e Distina dall'Emilia Romagna. Quando succede lo scriviamo su Instagram qualche giorno prima.

  • Vini al calice

    Una rotazione di bianchi, rossi e bollicine aperti ogni sera, per assaggiare senza aprire una bottiglia intera.

  • Bottiglie

    Italia ed estero, con una sezione di vini naturali che si muove con le stagioni e con i produttori che passano.

  • Birre, cocktail e spiriti

    Perché non tutti al tavolo bevono vino, e nessuno deve accontentarsi dell'acqua.

La sala

Palazzo Andretta, piano terra.

Colonne in pietra leccese, soffitti alti, tende blu fino a terra. Gli arredi sono quasi tutti di recupero, messi insieme uno alla volta: divani Chesterfield rossi, tavoli tondi laccati, sedie impagliate, un giradischi acceso sulla consolle.

  • Le poltrone dell'OdeonVengono dall'unico cinema a luci rosse di Lecce, dentro Porta Rudiae, chiuso negli anni Novanta.
  • L'insegna del ParanàArancione, appesa in alto: era il bar-ritrovo degli anni Novanta e Duemila, chiuso da poco.
  • La Mini ChicL'auto della Mara, parcheggiata nel cortile e lasciata lì com'era.
  • Il giradischiSulla consolle di legno in fondo alla sala, con i dischi accanto. Suona a volume da conversazione.
Due persone sedute a un tavolo di Vineria La Mara, viste attraverso le foglie di una palma, con due grandi dipinti alle pareti
La sala grande, la sera.
Dettaglio della consolle in legno: un ritratto incorniciato firmato Enrica Ciurli, un posacenere in vetro azzurro e il giradischi
La consolle, con il giradischi e un ritratto in mostra.

Spazio La Mara

Una galleria che non chiede il biglietto.

Le pareti della sala sono uno spazio espositivo vero, con illuminazione dedicata e una curatela: se ne occupa Luisa Carlà. La prima mostra ha messo insieme tre artisti pugliesi — Tatiana Cardellicchio con la fotografia, Enrica Ciurli e Lisio Ferri con la pittura — su un tema che ci somigliava: il contatto, l'incontro, quello che si scopre stando vicini.

L'idea è semplice: l'arte non deve per forza stare in un museo. Qui la si guarda con un bicchiere in mano, e le opere si possono comprare. Se una vi interessa chiedete in sala, vi diciamo chi l'ha fatta e quanto costa.

  • Tatiana Cardellicchio — fotografia. Autoritratti e ritratti fra naturale e artificiale, con una luce da palcoscenico.
  • Enrica Ciurli — pittura. Figure femminili, corpo e ripetizione; tiene anche laboratori.
  • Lisio Ferri — pittura. Il contatto fisico come base del legame, lavorato sul colore e sulla superficie.
  • Luisa Carlà — curatela della prima mostra dello Spazio.

Cosa succede

Non tutte le sere sono uguali.

  1. Inaugurazioni di mostre

    Quando cambia l'esposizione si apre con l'artista in sala. Si entra liberamente, si beve e si chiede.

  2. Presentazioni di libri

    Chi scrive a Lecce viene a raccontarlo qui, seduto sui divani invece che dietro un tavolo con il microfono.

  3. Vini Vaganti

    La rassegna itinerante sui vini naturali: i produttori girano i locali della città e versano di persona. Noi siamo una delle tappe.

  4. Tavolate e gruppi

    Compleanni, cene di lavoro, rimpatriate. La sala è grande: chiamate qualche giorno prima e vi teniamo l'angolo giusto.

Le date le annunciamo sul profilo Instagram @vinerialamara, di solito una settimana prima.

Chi c'è

Poche persone, sempre le stesse.

Alessandro Zizzari

Ha aperto La Mara nel novembre 2025. Prima — e ancora — è l'anima del Bar Moro, due numeri più in là, in via degli Ammirati 10: anche quello un nome tenuto com'era per rispetto di chi lo portava.

Rebecca

In sala. È quella a cui si chiede «cosa mi fai bere stasera», e nelle recensioni la nominano per nome più del menu.

Filippo

In sala e dietro il banco. Cocktail, consigli e la capacità di accorgersi che il bicchiere è vuoto prima che lo diciate.

Domande

Quello che ci chiedono al telefono.

Quando siete aperti?

Tutti i giorni, dalle 18:00 a mezzanotte. Non facciamo giorno di chiusura. La cucina lavora per tutta la serata, quindi si può cenare anche alle undici.

Dove siete esattamente?

In via degli Ammirati 8, nel centro storico di Lecce, al piano terra di Palazzo Andretta. Il riferimento più semplice è il Museo Storico della Città: siamo lì accanto, dalla parte della statua di Fanfulla. A piedi da piazza Sant'Oronzo sono pochi minuti.

Si può venire solo per un bicchiere?

Sì, ed è il motivo per cui molti entrano. Non c'è un ordine minimo e non serve mangiare: ci si siede al banco o sul divano, si beve e si sta. Poi capita quasi sempre che arrivi anche un tagliere.

Bisogna prenotare?

Nel fine settimana e nelle sere di mostra conviene: la sala è grande ma i divani finiscono presto. Basta una telefonata al 353 398 0804. Per gruppi sopra le sei persone chiamateci con un paio di giorni di anticipo.

Quanto si spende?

Siamo su una fascia media: un calice e un tagliere da dividere restano una spesa normale per una serata in centro. Il conto lo fa la bottiglia che scegliete, non il coperto.

Le opere alle pareti si possono comprare?

Sì. Sono di artisti veri, la mostra cambia, e i prezzi si chiedono in sala. Nessuno vi guarderà male se entrate solo per vederle.

Fate anche aperitivo?

Apriamo alle 18, quindi la prima ora e mezza è di fatto l'aperitivo: calice, crostini, qualcosa da spilluzzicare. Poi la serata scivola nella cena senza che nessuno cambi tavolo.

Si sta anche fuori?

Il grosso della sala è dentro, ed è la parte bella: colonne, divani, quadri. Per il cortile e i posti all'aperto conviene chiedere quando chiamate, perché cambia con la stagione.

Dove siamo

Via degli Ammirati 8.

Centro storico di Lecce, accanto al Museo Storico della Città. In auto conviene lasciare fuori dalle mura e fare gli ultimi cento metri a piedi: la via è stretta e serale.

Indirizzo
Via degli Ammirati 8, 73100 Lecce
Telefono
353 398 0804
Orari
Tutti i giorni, 18:00 — 24:00
Instagram
@vinerialamara
Prenota — 353 398 0804